che da in mezzo all'oceano!
Prima di raccontarvi l'arrivo a Martinica devo raccontavi quello che è
successo la notte tra il 15 ed il 16.. con tutto l'equipaggio abbiamo
deciso di non diffondere subito la notizia.. quello che avevo
pubblicato in precedenza è tutto vero, ho solo omesso di raccontare
questo evento.. il racconto che segue l'ho scritto a caldo in barca
quando è successo..
15/12/2008
è ora di cena.. il pesce in pentola a pressione è pronto.. prima di
mangiare decidiamo di ammainare il gennaker visto che il vento sta
aumentando.. Edoardo ed io andiamo a prua per chiudere la calza.. Enzo
e Giorgio sono in pozzetto.. Paolo resta sotto coperta per occuparsi
della cena.. è una manovra che abbiamo già fatto un sacco di volte.. è
incredibile come in barca basta una piccola sciocchezza per provocare
gravi danni.. la calza non si chiude.. il gennaker continua a portare
anche se la scotta è tutta lascata.. Edoardo ed io siamo attaccati
alla cima di recupero, ma appena guadagniamo un metro siamo costretti
a cederne due.. impossibile capire cosa succede in pozzetto.. non si
vede e non si sente nulla.. la barca poggia.. il gennaker si
incarammella nello strallo.. torna all'orza.. poggia di nuovo.. la
barca è ingovernabile.. c'è la ritenuta sul boma che impedisce la
strambata.. ma si rompe di netto.. da prua vedo chiaramente il boma
partire.. temo per l'albero visto che le volanti sopravvento sono
cazzate.. ristramba di nuovo. poi una terza volta. sentiamo un urlo di
Enzo.. Edoardo si precipita in pozzetto ed io resto aggrappato al
gennaker.. ora è quasi tutto in coperta e non porta più.. ma continua
a tirare, a voler scappare.. lo tengo con tutte le mie forze.. senza
sapere che cosa è successo a poppa.. rimango immobile così.. è
fondamentale che il gennaker non si riapra, non posso muovermi.. torna
Edoardo: "papà si è rotto un piede e il timone è andato".. in pozzetto
era riuscito a liberare Enzo dalla scotta randa.. ancora non posso
muovermi e non è il momento di fare domande.. il gennaker deve
rientrare nel tambuccio.. lo spingiamo dentro.. ma è incaramellato
sullo strallo.. per fortuna in basso.. passo non so quanto tempo a
liberarlo, senza mai mollare la presa.. alla fine il gennaker è tutto
sotto coperta e posso andare a poppa per rendermi conto che cosa è
successo.. In pozzetto trovo Enzo seduto per terra, circondato dagli
altri.. il dolore è forte ma è perfettamente cosciente e dirige
l'operazione di fasciatura al piede.. la colonnina del timone è
divelta.. la scotta randa, passando bruscamente ha colpito Enzo, l'ha
scaraventato a terra e gli ha incastrato il piede.. anche la colonnina
è stata colpita dalla scotta.. anche Edoardo e Giorgio sono
leggermente infortunati, solo piccole contusioni al braccio, ma è
meglio non fargli fare sforzi.. la randa è già stata ammainata.. Enzo
viene portato sotto coperta.. Edoardo lo assiste.. Paolo, Giorgio ed
io cerchiamo di mettere in ordine la barca non prima di esserci
asciugati e coperti bene.. la colonnina si è staccata dal supporto ma
non cade, c'è l'albero del timone che la tiene.. la ruota sembra
essere ancora collegata al timone.. me è instabile.. l'autopilota è
acceso e fa ben sperare.. anche la leva del motore è al suo posto..
prima di tutto bisogna bloccare la colonnina.. proviamo invano a
rimetterla nel suo supporto.. non ne vuole sapere, neanche a
martellate.. decidiamo allora di legarla.. incastriamo una barra di
alluminio come supporto ed iniziamo a fissare tutto con cime e stroppi
vari.. riusciamo a fermarla.. è arrivato il momento della verità..
funzionerà il motore? E l'autopilota? Il motore si accende al primo
colpo! Abbiamo ancora i serbatoi pieni.. non ci basta per arrivare a
terra, ma almeno avremo energia ed ogni tanto potremo guadagnare
miglia a motore.. anche l'autopilota va senza problemi.. la ruota che
gira però non ci da sicurezza.. decidiamo di disconnetterla dal timone
e di bloccarla.. controlliamo in giro, non ci sono altri danni..
decidiamo di aprire una vela a prua per avanzare un po.. il fiocco
potrebbe essere bloccato dalla drizza del gennaker, meglio aprire la
trinchetta.. lasciamo anche il motore con qualche giro.. facciamo 4
nodi.. tutte queste operazioni sono state fatte con lucidità, senza
preoccupazione o panico.. nessuno si è mai veramente spaventato..
certo eravamo preoccupati, specialmente per Enzo.. ma abbiamo lavorato
bene e rimesso Argentina in condizione di navigare in breve tempo..
siamo scesi di sotto che era quasi mezzanotte.. meno di quattro ore
dopo l'incidente..
16/12/2998
Enzo è disteso in dinette.. si vede che è scosso e dolorante, ma
sempre lucido.. si è iniettato la morfina per alleviare il dolore..
Edoardo l'ha assistito egregiamente.. gli ha dato sicurezza.. anche
lui è molto scosso.. Dobbiamo decidere che fare.. necessita di uno
sbarco immediato o può resistere non si sa quanto in queste
condizioni? Sicuramente necessita di una fasciatura rigida.. ma prima
di effettuarla decidiamo di chiamare il Centro Internazionale
Radiomedico (CIRM).. è un centro che da assistenza medica telefonica a
tutti i naviganti 24 ore su 24.. ho il numero.. ci confermano di
immobilizzare completamente il piede e la gamba.. e di dirigerci prima
possibile a terra.. costruiamo un supporto per immobilizzare con una
fascia di alluminio proprio delle dimensioni giuste.. immobilizziamo
il piede con l'aiuto di Enzo.. la rottura non sembra scomposta.. è
gonfio, ma non ci sono bozzi strani.. portiamo Enzo a letto.. speriamo
che riesca a dormire.. se nei prossimi giorni la situazione peggiora
possiamo sempre lanciare il pam pam via radio e sperare di incontrare
una nave su cui caricarlo.. a questo punto possiamo rilassarci un
attimo in dinette e mangiarci la cena.. ci dividiamo il poco della
notte che resta per riposare.. alle 8 siamo di nuovo tutti in piedi..
è ora di tornare a lavorare in coperta per poter viaggiare più
veloce.. approfittiamo anche del poco vento e della barca
relativamente ferma.. il fiocco è presto libero dalla drizza del
gennaker e si può riaprire.. decidiamo di provare a viaggiare a
farfalla con fiocco sottovento e trinchetta tangonata sopravvento.. ma
per fare ciò dobbiamo ripristinare la rotaia del tangone che si era
rotta qualche giorno fa.. ne seghiamo un pezzo e riusciamo a
ripristinarne la parte bassa.. montiamo una pastecca a metà tangone
per ridurlo perchè è troppo lungo per la trinchetta.. sembra
funzionare.. quando il vento supera i 10 nodi viaggiamo a 5/6 nodi..
ma spesso è di meno.. prima di pensare di aprire la randa dobbiamo
assicurare meglio la colonnina.. scopriamo che si è dissaldata..
Proviamo a farla rientrare nel suo supporto in tutti i modi.. seghiamo
anche un pezzo con il frullino.. niente.. sembra levitare.. non si
capisce che cosa le impedisce di scendere.. Paolo non vuole rinunciare
e non si da pace.. ma non c'è niente da fare, non va.. l'unica è
fissare meglio possibile la colonnina.. smontiamo la ruota del timone
che è solo un impiccio.. usiamo il mezzo marinaio insieme alla barra
di alluminio per impedire alla colonnina di muoversi e la riempiamo di
tiranti.. ora proprio non si muove.. siamo stanchi morti.. non ci
siamo fermati da stamattina.. sembra sera ed invece sono solo le 15..
ci rilassiamo un po prima di pensare alla randa.. abbiamo paura che le
stecche si possano essere rotte.. la issiamo e constatiamo che è tutto
a posto.. è buffo manovrare solo con il pilota automatico.. spetta a
me.. nel frattempo Enzo è stabile.. sta bene.. un po sconsolato.. a
volte il dolore è forte.. poi si riprende.. il bloccaggio della gamba
sembra essere venuto bene.. all'imbrunire il vento torna.. ed iniziamo
a viaggiare meglio.. constatiamo che da ieri notte abbiamo guadagnato
100 miglia esatte verso Martinica.. non male vista la situazione..
Siamo tutti stanchissimi, ma il morale sale.. Giorgio ci preoccupa un
po.. è veramente troppo stanco e non è in grado di effettuare un
manovra correttamente.. ha assolutamente bisogno di dormire.. anche
lui se ne rende conto.. va a dormire e decidiamo di non svegliarlo per
la cena.. anche Edoardo è molto stanco ed ancora un po scosso , ha
bisogno di dormire tutta la notte.. per la notte Paolo, Giorgio ed io
facciamo turni lunghi per permettere agli altri di riposare meglio..
17/12/2008
la barca viaggia benissimo da sola con 20 nodi di vento.. riusciamo ad
effettuare tutte le manovre (prendere e togliere le mani di terzarolo
e strambare) senza problemi.. l'autopilota che alla partenza da
fiumicino era il nostro incubo è diventato la nostra salvezza.. in
alternativa abbiamo la barra di rispetto.. ma non è molto maneggevole
da usare.. Enzo sta molto meglio.. vuole muoversi.. passa dalla cabina
alla dinette ed al tavolo da carteggio.. addirittura al tramonto
riesce a salire in coperta.. provate ad immaginare quanto può essere
difficile muoversi all'interno di una barca a vela che viaggia a 7/8
nodi e mossa da un'onda oceanica di qualche metro saltellando su un
solo piede.. ma lui non si scoraggia.. spesso Edoardo lo aiuta.. Enzo
gli si aggrappa alle spalle e lui gli sorregge il piede
immobilizzato.. camminano così con tre gambe.. Vedere Enzo che sta
molto meglio, rilassato e quasi non dolorante è un piacere per tutti e
il morale continua a salire.. oggi è sembrata quasi una giornata
normale.. una nave ci è passata vicino.. non serve però chiedergli di
trasportare Enzo.. non siamo più in una situazione di emergenza.. non
credo che dal ponte sono riusciti a vedere la nostra coperta, ma mi
immagino la scena.. un barca a vela che procede dritta per la sua
rotta con le vele spiegate ma assolutamente senza timone e senza
nessuno in coperta.. una vera barca fantasma..
Abbiamo affrontato questa emergenza nel migliore dei modi.. siamo
rimasti lucidi ed abbiamo valutato bene le priorità.. non siamo mai
stati realmente in pericolo.. non è stato un dramma, solo un piccolo
incidente.. può succedere.. su una barca a vela in mezzo ad un oceano
tutto dipende da te.. bisogna arrangiarsi con quello che si ha a bordo
e cavarsela da soli.. abbiamo visto che per una sciocchezza si può
rischiare molto, ma le capacità umane prendono il sopravvento.. in
quei momenti non ti senti mai stanco e depresso.. vedi e capisci
esattamente quello che bisogna fare.. e mai rimandare qualcosa che
puoi fare subito.. la giornata subito dopo l'incidente abbiamo
lavorato sodo, senza fermarci.. ma abbiamo ripristinato e messo in
sicurezza tutto con poco vento ed in una bella giornata di sole.. il
giorno dopo è tornato il vento, il mare e la pioggia.. ma noi eravamo
già riparti..
ora che conoscete tutti gli eventi posso raccontarvi l'arrivo:
21/12/2008
sono andato a dormire da non più di due ore ma mi faccio svegliare da
Paolo all'alba.. non voglio perdermela.. ci godiamo quest'ultima alba
atlantica con il sole che fa capolino tra le nuvole.. di dormire non
se ne parla.. le miglia all'arrivo diminuiscono.. l'emozione sale.. ma
c'è anche molta apprensione.. il pensiero è per Enzo che non vede
l'ora di arrivare.. le ultime miglia sono le più lunghe e più
difficili.. nonostante viaggiamo a 9-10 nodi sembrano non passare
mai.. è Giorgio il primo a vedere terra.. dopo colazione è uscito in
pozzetto mentre noi siamo rimasti in dinette ed ha iniziato ad urlare:
"terra! terra! terra!".. corriamo tutti in pozzetto per vedere.. in
lontananza tra le nuvole si intravedono due cime.. la terra si vede ma
è ancora lontana.. l'apprensione e la tensione restano.. pian piano la
terra diventa sempre più grande.. ma noi non riusciamo ancora a
lasciarci andare.. passiamo il capo.. iniziamo a vedere altre vele..
una viene proprio verso di noi.. ci passa affianco.. è molto simile ad
Argentina.. stesso cantiere.. sa che abbiamo traversato.. grandi
saluti.. che emozione.. è stata un'emozione molto più forte che
avvistare terra.. siamo ormai all'imboccatura della passe.. prima di
entrare rimontiamo il timone.. bisogna stare attenti ma va.. che
spettacolo.. cime verdi ci circondano.. la baia è immensa.. piena di
barche.. restiamo senza fiato.. seguiamo il canale che è lungo un paio
di miglia..anche Enzo sale in coperta.. a terra c'è Maria Lavinia che
l'aspetta.. Arriviamo a Le Marin.. 14 ora locale (19GMT).. ci hanno
dato il permesso di appoggiarci al benzinaio.. Lavinia è lì che ci
saluta.. ormeggiamo.. sale in barca.. finalmente possiamo scaricare la
tensione accumulata.. ce l'abbiamo fatta.. 17 giorni e 9 ore di
oceano.. quasi 3000 miglia effettive.. ad una media di circa 7 nodi
(14Km/h).. circa 170 miglia al giorno.. indescrivibile..
ora però non è finita.. Enzo va in ospedale con Maria Lavinia.. la
frattura è scomposta.. è da operare.. domani prenderà l'aereo per
Roma.. a noi hanno dato una boa dove poter stare.. di fronte al
benzinaio.. la ruota del timone ci molla proprio in queste poche
centinaia di metri.. con un po di confusione riusciamo ad arrivare
alla boa con l'autopilota.. è già quasi buio.. il tempo di sistemarci
un attimo ed Edoardo ed io andiamo a fare un giro a terra.. abbiamo
bisogno di sgranchirci un po.. ma a sera crolliamo tutti subito dalla
stanchezza..
22/12/2008
la giornata è piena.. ci sono un sacco di cose da sistemare.. a
partire dalla colonnina.. Enzo e Lavinia passano a salutarci.. hanno
l'aereo nel tardo pomeriggio.. siamo tutti molto dispiaciuti del loro
rientro anticipato.. ma Enzo sta molto meglio e questo è
l'importante.. riusciamo a trovare un cantiere che ci riparerà la
colonnina.. il problema è smontarla.. ci vogliono qualche ora.. la
giornata vola via così.. non siamo ancora riusciti a fare dogana! Ma
Paolo è riuscito a comprare un cesso nuovo! eravamo vicino al
cantiere, con Enzo in macchina, ci fermiamo ad un negozio per vedere
un tender e Paolo torna tutto felice con la sua tazza nuova.. un vero
affare! per cena ci concediamo un ristorante..
23/12/2008
anche oggi abbiamo un mucchio di cose da fare.. a partire dalle vele
che vanno portate al velaio.. la ricerca di un gommone nuovo ed i
panni da lavare.. ma rallentiamo un po i ritmi.. iniziamo a prendere i
ritmi caraibici.. molto lenti.. pensare che i negozi il pomeriggio
sono aperti dalle 14 alle 17.. il fatto di avere la colonnina smontata
impedisce qualsiasi movimento ad Argentina.. di buono c'è che teniamo
la boa e l'ottima posizione nel porto.. visto il sovraffollamento di
barche.. il problema è che a bordo vige il risparmio totale.. non si
può accendere il motore e quindi ricaricare le batterie.. non si può
pensare di fare acqua.. risparmio assoluto di energia ed acqua..
peggio che in mezzo all'oceano! Il posto è bello.. siamo circondati
dal verde.. la temperatura è sui 30°, ma l'aliseo soffia forte.. però
siamo in europa.. Francia a tutti gli effetti.. incredibile.. L'isola
è piena di turisti.. piena di barche.. molti charter.. un po troppi..
speriamo che sia solo per il Natale.. e noi intanto ancora non siamo
riusciti a farci un bagno a mare nonostante siamo ai tropici..
24/12/2008
questi primi giorni a terra sono stati un po difficili (anche da
raccontare).. è un po come i primi giorni di mare.. quando si è un po
spaesati.. bisogna trovare il ritmo.. ci sono un sacco di cose da fare
e non ci si ferma un attimo.. ma oggi già va molto meglio.. io e
Giorgio andiamo a Le Salines.. baia incantevole.. spiaggia bianca..
palme a pochi metri dal mare.. finalmente il primo bagno tropicale..
rigenerante.. tornando facciamo la spesa.. spetta a noi preparare
qualcosa per la cena di natale.. cena sul pontile con tutti gli
equipaggi italiani.. decidiamo di preparare antipasto e dolce: tartine
e mouse di cioccolato.. nel frattempo Paolo ed Edoardo sono rimasti in
barca per rimontare la colonnina.. tutto torna a posto.. anche se con
un po di ritardo riusciamo a preparare per la cena.. l'atmosfera è
molto carina.. una trentina di persone.. tanto da mangiare.. dalle
lasagne alle torte rustiche, allo zighinì.. per finire con i dolci..
si vede che siamo italiani! ma faccio fatica a credere che sia
effettivamente natale.. non è certo il classico natale a cui siamo
abbituati.. le notizie di Enzo da Roma sono buone: è stato operato,
tutto bene, tra qualche giorno potrà tornare a casa..
25/12/2008
oggi decidiamo di lasciare il mare ed andare a fare una gita
all'interno.. foresta tropicale.. già con la macchina l'mbiente è
bellissimo.. tutto verde.. piove spesso.. lasciamo la macchina e ci
addentriamo nella foresta tramite un sentiero tracciato dei Gesuiti..
immersi completamente nel verde.. a malapena si vede il cielo.. felci,
palme, banane, mangrovie, liane e tanti altri alberi ed arbusti..
foglie immense.. l'umidità si riesce a vedere.. il caldo non è
opprimente.. ogni tanto un raggio di sole filtra tra le foglie e
l'umidità.. spesso piove, ma l'acqua quasi non arriva a terra.. il
vento muove le foglie più alte.. tanto rumore.. il sentiero è quasi
tutto fango.. dopo più di un'ora di discesa arriviamo ad un
rusciello.. il nostro obbiettivo.. lo guadiamo.. e ricominciamo la
salita.. buon Natale a tutti..
7 commenti:
Il tuo Natale e' stato sicurmente felice,io continuo a segurti da qua e in effetti mi ero un po' preoccupato vedendo il tuo ritardo nel darci tue notizie...
Siamo tutti con te!
Alessandro Ercolani
Auguri posticipati a tutto l'equipaggio e soprattutto a Enzo, da Giancarlo dei "vecchietti".
Auguri di Natale a tutti voi ed in particolare a te!
Che racconti... non ho la più pallida idea di cosa ti spinga a farlo ... ma ti ammiro tantissimo!
Michele
Buon Natale Mattia....e ancora buona avventura nell'oceano!!!
Emanuela e Giorgio!
Ciao Mattia,
Come tutti continuo a seguire l'avventura.
Mi piacerebbe essere con Voi.
Complimenti e buon vento per tutto il 2009.
Gioacchino
Ciao Matti, riprendo il tuo blog dopo tanto tempo e mi emoziono un sacco. Sono felice che siate "al sicuro" a dondolare in porto, dopotutto sono una vecchia chioccia, malgrado lo spirito avventuroso. Avete passato qualche guaio, ma il mare non vi ha sconfitti, evidentemente non cercava rogna con voi... Bravi bravi tutti! Ti auguro un anno entusiasmante, un buon vento e, soprattutto, una buona vita.
Ornella
Per Paolo: abbiamo visitato tutto il blog e stiamo a rosicààà soprattutto dopo i 3° di Angoli!!!! torna prestoooooooo baci baci Simona & Cristian.
PS. Saluti a tutto l'equipaggio!!!
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