20/03/2009
giornata tranquilla.. sistemiamo i bagagli in cabina.. e ne
approfittiamo per conoscerci un po.. il paragone con Guerelec è
naturale.. tutta un'altra cosa.. un altro stile ed un altro
atteggiamento.. Patrick lavorava in azienda.. ma ne stava uscendo
pazzo, allora si è messo in proprio per un po.. poi per poter avere
tempo libero per navigare ha iniziato a fare manutenzione di piscine
private.. Chantal aveva un ristorante fino ad un anno fa, ora l'ha
venduto.. navigano nei Caraibi dal 2002, ma sono ancora pieni di
voglia di esplorare e conoscere.. innamorati di Panama, Chantal ha
comprato un appartamento a Panama City e probabilmente non traverserà
con noi ma prenderà un aereo per Panama.. nel primo pomeriggio
dovrebbe venire il tecnico dell'autopilota con il pezzo di ricambio
nuovo.. anche qui l'autopilota ha un problema (sta diventando
un'abitudine!).. se riesce a risolvere presto l'idea è di uscire dal
porto prima che faccia buio.. il tecnico si presenta alle 16 e dopo
un'ora di lavoro dice che bisogna ordinare anche un altro pezzo.. che
non arriverà prima di mercoledì.. mi stupisce molto come Patrick e
Chantel rimangano stupiti dai ritmi.. finora, da quando sono stato
qui, è sempre stato così! visto che non ci muoveremo prima di domani
mattina Marie ed io andiamo a fare due passi fuori del marina..
finiamo per camminare sul bordo di una grossa strada piena di cadaveri
di animali, in gran parte di iguane.. non proprio il massimo (ma in
effetti ci avevano detto che intorno al marina non c'era nulla!)..
Puerto Rico mi attira e mi sta piacendo molto.. forse perchè è stata
inaspettata e completamente sconosciuta.. è veramente particolare..
un'isola americana dove si parla spagnolo.. e forse non a caso si
chiama Isla del Encanto..
21/03/2009
Partiamo con tutta calma..torneremo qui mercoledì per riparare
l'autopilota.. giornata magnifica.. non c'è una nuvola, pochissimo
vento e mare calmo.. proviamo comunque ad andare a vela.. ci dirigiamo
ad un'isoletta qui vicino.. Vieques.. Spanish Virgin Island..
appartenente sempre a Puerto Rico.. in realtà altro che isoletta, è
più grossa di St Martin! la navigazione non è delle più semplici
perchè la zona è piena di scogli affioranti.. siamo tutti molto
attenti.. Pomelo è molto particolare.. il timoniere praticamente non
vede nulla.. viaggiamo piano, poi il vento finisce del tutto.. Patrick
aspetta ad accendere il motore.. il vento torna e riprendiamo a
navigare.. solo dopo un po decide di accendere il motore, altrimenti
non arriveremo mai.. mi piace il modo di navigare di Patrick.. è molto
attento e preciso.. arriviamo a Punta Bermudes, dove diamo ancora, nel
primo pomeriggio.. il resto della giornata lo passiamo a fare
snorkeling ed a rilassarci..
22/03/2009
Marie ed io ci svegliamo alle 7.. abbiamo deciso di andare a terra a
fare una camminata.. ci attrezziamo con la sacca stagna e raggiungiamo
la spiaggia a nuoto.. e ci incamminiamo su una strada che si addentra
nella foresta.. la strada è di terra battuta molto larga.. la foresta
però questa volta è viva.. si sentono rumori di uccelli ed è pieno di
moscerini.. arriviamo vicino ad una laguna dove c'è un ponte che passa
tra le mangrovie ed arriva ad un belvedere sulla laguna.. magnifico..
al ritorno prendiamo una strada laterale più piccola.. finiamo per
camminare tra tane di iguane (buchi nella strada) che scappano
impaurite alla nostra vista.. una volta tornati a bordo ci spostiamo
in un'altra baia.. oggi è ancora più calmo di ieri.. zero vento e mare
piatto.. mai visto ai Caraibi.. un paio di ore di motore e siamo a
Puerto Mosquito.. ci ormeggiamo fuori della laguna.. vicino al reef..
si rolla parecchio.. e visto la calma di vento arrivano le nuvole..
cielo tutto coperto.. dopo pranzo (ed il giusto riposo) andiamo con il
tender nella laguna.. la guida dice che la notte diventa fluorescente
a causa del plancton.. andiamo quindi ad esplorare per vedere com'è il
passaggio visto che ci sono fondali che potrebbero essere troppo bassi
anche per il tender.. in effetti all'entrata sono molto bassi, ma
entriamo senza problemi.. lo spettacolo è magnifico.. la laguna è
grande.. tutto è fermo e silenzioso (a parte il motore del
fuoribordo).. l'acqua è piatta.. di tutte le sfumature di verde.. dal
verde chiaro cristallino al verde scuro.. causato dalle alghe sul
fondo e dai riflessi delle mangrovie che circondano tutta la laguna..
anche il paesaggio è quindi tutto verde con qualche cima più scura
sullo sfondo.. prima di tornare a bordo ci fermiamo sulla spiaggia
vicina per raccogliere un po di legna per il barbecue di stasera.. a
poppa c'è il barbecue! arrivano le nuvole e la pioggia.. il barbecue
salta, ma appena smette di piovere andiamo nella laguna.. entrando
tutto sembra normale.. tutto scuro.. la scia del tender è in effetti
più chiara del solito.. ogni tanto si vedono delle scie luminose
passare sotto al tender.. sono pesci.. basta qualsiasi cosa che si
muova per illuminare il mare e lasciare una scia.. iniziamo ad
immergere mani e piedi.. l'effetto è magnifico.. più ci si muove più
aumenta la luce.. quando si tira fuori la gamba questa continua
luccicare per un po.. alla fine decidiamo di farci il bagno..
fantastico.. nel buio totale con una luce tutta intorno che viene dal
mare.. veramente qualcosa di unico.. prima di andar via inizia a
piovere.. la superficie dell'acqua si riempie così di infiniti puntini
fluorescenti.. un mare di diamanti..
23/03/2009
prima di partire un po di snorkeling in un bel giardino di corallo..
ci dirigiamo a Ensenada Honda poco distante.. il vento è tornato e si
può andare a vela.. Ensenada Honda è una grossa laguna circondata da
mangrovie, vicino c'è una base militare americana.. l'ingresso non è
dei più facili.. bisogna passare tra i banchi di corallo e scogli
affioranti.. passiamo su fondali bassi.. entriamo.. non c'è neanche
una barca ormeggiata.. tanto che ci chiediamo se si possa stare, ma il
simbolo dell'ancora sulla carta è chiaro.. nel pomeriggio facciamo un
giro della laguna con il tender.. ci addentriamo in un tratto di mare
che risale tra le mangrovie.. suggestivo.. per tornare però dobbiamo
risalire il mare contro corrente e vento, che sono abbastanza forti..
arriviamo in barca che siamo tutti bagnati.. trascorriamo il resto del
pomeriggio a giocare a Super Master Mind..in ricordo dell'infanzia..
questa volta riusciamo a fare il barbecue.. mentre prepariamo ci sono
dei pesci che saltano a poppa.. proviamo a pescarli con una lenza.. me
ne abboccano 4, ma solo 2 riesco a portarli in coperta.. sono un po
piccoli.. un assaggio dopo la carne.. poi mi viene la paranoia della
ciguattera.. siamo in una zona a rischio.. Patrick e Chantal sono
sicuri che su questi pesci non ci sia il rischio.. ma non mi fido
molto.. perchè rischiare? poi prendiamo la guida: la ciguattera si può
prendere solo su pesci grossi.. gli esemplari sotto il chilo non sono
a rischio.. quindi ne assaggio un boccone..
24/03/2009
partiamo subito dopo colazione.. torniamo verso Puerto Rico.. l'idea è
di fermarsi ad Isla Palominos per la notte e entrare nel marina domani
mattina.. 6/7 ore di navigazione.. molto tranquilla.. semplice.. 15
nodi di vento e filiamo a 5 nodi, bolina larga/traverso.. facciamo i
turni al timone e prendiamo il ritmo della navigazione.. avvistamento
di balene! finalmente, non ne avevo ancora incontrate.. la prima la
vedo al volo poco prima che si immerga.. la seconda la seguiamo per un
po.. è un po lontana, ma fa grandi salti.. Patrick per vedere meglio
si arrampica sul pulpito di poppa.. alza il braccio e si fa prendere
dal generatore eolico.. un bel taglio sul mignolo.. Marie gli fa una
prima fasciatura.. cambiamo programma.. ci dirigiamo a Cayo Obispo che
è proprio di fronte a Fajardo, così potremo andare all'ospedale.. una
volta data ancora riapriamo la fasciatura per vedere meglio la
situazione e fare una nuova fasciatura.. questa volta tocca a me..
solo la falangina è stata colpita, ma il taglio è molto profondo.. per
fortuna non sanguina molto.. provo ad avvicinare i lembi con delle
fascette.. faccio il meglio che posso, ma bisogna andare assolutamente
all'ospedale per mettere dei punti.. ed è così che abbiamo a che fare
con la sanità americana.. a ritmi caraibici, perlopiù.. il classico
ospedale americano, quello dei film.. pieno di gente che aspetta..
l'aria condizionata fortissima, tanto che tutti si coprono con giacche
e coperte.. dopo una lunga attesa fanno compilare a Patrick una serie
infinita di fogli.. solo dopo può andare all'accettazione, con la
carta di credito naturalmente.. usciamo dopo 5 ore.. Patrick se la
cava con 9 punti di sutura e 115 dollari.. torniamo a bordo che è
l'una di notte..
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1 commento:
Caro Mattia, siamo Giulio e Lorenzo del Saida.
Bellissimo sito ma soprattutto piacevoli i racconti.
Siamo a Roma ma in settimana torniamo a Margherita a prendere la barca e cercheremo di arrivare a Panama in un paio di settimane. Se sei in zona batti un colpo...non si sa mai gcgiua@gmail.com.
Altrimenti buon divertimento !
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