lunedì 31 agosto 2009

nave cargo

24-29/08/2009
la prima cosa che faccio lunedì mattina è andare al porto per sapere
quando parte la nave per Mangaia.. mi dicono domani.. perfetto, vado
subito a comprare il biglietto aereo di ritorno per sabato prossimo ed
ad organizzarmi.. all'ora di pranzo ho già finito tutte le commissioni
ed anche se è tutto nuvoloso e minaccia di piovere decido di fare il
giro dell'isola in autostop cercando di raggiungere il Takitumu
Conservation Area esattamente alla parte opposta dell'isola che non
ero riuscito a raggiungere la settimana scorsa.. naturalmente inizia a
piovere ed ho un passaggio in motorino.. riesco comunque ad arrivare
dove voglio non troppo bagnato.. mi incammino sulla strada secondaria
e trovo un cartello che avvisa che non è possibile andare da soli ma
solo con visite organizzate il martedì ed il giovedì.. decido di non
proseguire e rinuncio ad andare.. il giorno dopo (martedì) mi preparo
a partire, ma prima di lasciare l'ostello chiamo il porto per
sicurezza.. la nave parte domani! ecco una giornata in più a
Rarotonga.. che fare? ma certo, il Takitumu Conservation Area.. non mi
ero segnato il numero, ma me lo ricordo a memoria (per fortuna qui i
numeri di telefono sono solo a 5 cifre).. chiamo ed un signore mi dice
che non ci sono visite guidate ma che posso andare da solo senza
problemi.. decido di andare in bicicletta.. giro dell'isola in senso
inverso rispetto a ieri.. naturalmente sosta a Muri Beach per il
picnic.. raggiunto il Takitumu Conservation Area lascio la bicicletta
e proseguo a piedi.. arrivo proprio quando arrivano Edward, la sua
assistente ed il suo cane.. era con Edward che avevo parlato questa
mattina ed è lui a gestire l'area ed a studiare gli uccelli.. li
studia da 20 anni.. inglese ed avrà più di 80 anni.. una persona
affascinate, di quelle che ti colpiscono.. anche se molto difficile da
capire mi racconta dei sui Kakerori, una tra le specie di uccelli più
rare al mondo visto che si trovano solo in questa area, e mi indica i
sentieri da percorrere.. bellissimi sentieri nella foresta da lui
tracciati.. riesco anche ad avvistare tre uccelli ed a fotografarli..
Edward ne è molto contento.. poi mi siedo con lui dietro un cespuglio
e circondati dalle zanzare aspettiamo che arrivi qualche uccello
richiamato dal suono emesso dal suo registratore e che rimanga
intrappolato nelle reti che ha appena aperto.. sfortunatamente non
arriva nessun uccello.. quando è ora di andare mi indica un sentiero
da percorrere che mi riporta alla strada.. mi dice che ci sono un po
di alberi caduti da scavalcare, ma niente di particolare.. un sentiero
veramente fantastico.. ed anche un po impegnativo visto che è poco
tracciato e pieno di alberi che ne ostacolano il cammino.. la giusta
fine di questo incontro speciale..
mercoledì sembra proprio che la nave partirà nel pomeriggio..
nell'attesa faccio un salto al museo, ma poi vado presto al porto
perchè non voglio perdere la nave.. assisto al carico.. alle 14 penso
che è una questione da poco, ma vedendo il numero di container ed il
tempo impiegato per ciascuno mi rendo conto che ci vorrà parecchio
tempo.. quando alle 17:30 chiudono la stiva penso che è ora.. ma
invece ci sono ancora parecchie cose da caricare tra cui anche una
macchina ed un motorino.. alle 18:30 finalmente non c'è più nulla da
caricare.. ma nel frattempo si è fatto tardi e fuori c'è un bel mare..
mi dicono che si parte domani.. la decisione non mi sorprende.. per me
non avrebbe più senso andare visto che arriverei venerdì e dovrei
ripartire sabato mattina con l'aereo, ma mi dicono che posso andare e
tornare con loro senza pagare nulla in più ed anche stanotte posso
restare a bordo.. così cambia tutto.. non è più andare a Mangaia, ma
vivere a bordo di una nave cargo per 3 giorni (più una piccola visita
a Mangaia) ad un prezzo incredibilmente basso.. naturalmente non ci
penso neanche un minuto e carico i miei bagagli a bordo di Maungaroa..
Maungaroa è una vecchia nave norvegese di 30 metri arrivata qui circa
un mese fa dopo tre mesi di viaggio (mi ha superato durante il
tragitto!).. 6 persone di equipaggio.. il comandante ed un marinaio
figiani, il cuoco australiano e gli altri 3 rarotongani.. tutti
simpaticissimi e mi accolgono a bordo con piacere.. non c'è formalità
per i diversi ruoli a bordo, si mangia tutti insieme e se non mi
avessero detto chi era il comandante non avrei mai indovinato.. la mia
cuccetta è nel castello di prua con i marinai.. durante il viaggio di
andata (giovedì) c'è una bella onda lunga e si balla parecchio.. non
sono abituato a questo movimento così diverso dalla barca a vela e
trascorro gran parte della giornata disteso in cuccetta.. quando
arriva la notte fa un po strano non dover fare i turni.. la nave
viaggia a 6 nodi ed arriviamo verso le 4 (almeno così mi hanno detto!)
dopo 18 ore di viaggio.. non c'è un pontile e la nave è costretta a
rimanere al largo.. verso le 8 arriva una chiatta ed inizia il
processo di scarico.. io posso scendere a terra e godermi per qualche
ora Mangaia.. ne rimango affascinato.. anche se completamente diversa
mi ricorda Fatu Hiva.. la prima e l'ultima isola del Pacifico sono
legate tra loro.. entrambe remote ed isolate (certo Mangaia non lo è
quanto Fatu Hiva, ma anche qui la nave non viene più di 1 o 2 volte al
mese) oltre che poco popolate.. qui ci sono solo 600 persone..
l'accoglienza è calorosa.. mi ero iniziato a render conto di quanto
fosse isolata quando avevo chiamato l'ostello ripetute volte per
posticipare il mio arrivo o per annullare la mia prenotazione: il
gestore era più interessato a sapere quando arrivava la nave piuttosto
che me stesso.. al villaggio principale (ci sono ben tre villaggi)
tutti mi salutano (le poche persone che incontro) e si fermano a
parlare.. vorrei visitare le grotte e chiedo se è possibile.. un
signore, che credo si possa definire il responsabile al turismo, mi
aiuta e fa un po di telefonate.. l'unica persona che mi potrebbe
accompagnare è andata a pescare e non c'è niente da fare.. immaginavo
che sarebbe stato difficile visto il poco tempo ed i ritmi
polinesiani.. non posso neanche affittare un motorino perchè ho
dimenticato la patente sulla nave, ma meglio così.. piuttosto che
girare per tutta l'isola in motorino senza avere il tempo di
apprezzare i posti, meglio una bella passeggiata a piedi per più di
tre ore in una valle all'interno tra le fattorie e le piantagioni di
taro chiedendo ai pochi passanti la strada.. torno comunque presto
alla spiaggia dov'è in corso lo scarico della nave perchè non voglio
certo perdere il passaggio.. c'è un gran movimento ed eccitazione.. ci
sono più di 30 persone a lavorare (molte di più di tutte quelle che ho
incontrato al villaggio).. si vede che l'arrivo della nave è un vero e
proprio evento per l'isola.. torno a bordo alle 14 con il penultimo
carico.. mancano solo da riempire alcune taniche di petrolio.. 8
taniche da 600 litri ciascuna.. la pompa si blocca un paio di volte e
si finisce poco dopo il tramonto.. alle 19 ci mettiamo in rotta per
Rarotonga.. il viaggio di ritorno è molto tranquillo e più veloce
visto che siamo scarichi e la poca onda residua viene da dietro.. alle
10:30 di sabato siamo di nuovo ormeggiati al porto di Rarotonga.. poco
prima di arrivare avvistiamo anche una balena.. mi mancava visto che
in tutto il viaggio ero riuscito a vederne solo a Puerto Rico e che è
il periodo in cui passano di qui.. arriviamo in perfetto orario per
fare un salto al mercato del sabato mattina e per le ultime
commissioni tra cui, non da poco, il rimborso del biglietto aereo
Mangaia-Rarotonga..
mi rimane tutta la giornata di domenica.. volevo trascorrere la
giornata in spiaggia e magari a fare windsurf, ma il tempo è pessimo
(per ricordarmi che la mia lunga estate è finita).. il sole non si
vede e fa freddo.. tanto che sono costretto a mettermi i pantaloni
lunghi e le scarpe chiuse.. non succedeva da mesi! almeno 8 direi..
che choc.. proprio l'ultimo giorno ai tropici! come ultimo giorno però
non mi posso lamentare.. faccio una passeggiata in paese ed in
spiaggia e vedo le balene.. anche se non vicinissime si vedono molto
bene saltare.. e poi naturalmente non poteva mancare la classica
attività tropicale: apro due noci di cocco.. una da bere ed una da
mangiare.. con la tecnica che mi hanno insegnato i bambini di
Takaroa.. domani mattina presto (31/08) si vola in Nuova Zelanda..

mercoledì 26 agosto 2009

post multipli

anche questa volta ci sono 3 post da leggere in senso inverso..

Aitutaki

20-23/08/2009
volevo visitare altre isole delle Cook oltre Rarotonga, ma non pensavo
proprio di andare ad Aitutaki.. è un atollo, anche se un po
particolare (il motu principale è un isola vera e propria) ed è
abbastanza turistico (sempre per gli standard delle Isole Cook),
inoltre è sulla rotta delle barche che vanno dalla Polinesia francese
alle Tonga.. la mia idea era di andare in un'isola più remota e di
andarci con una nave cargo.. ma quando sono andato al porto (lunedì
17) a chiedere se c'erano navi in partenza per qualche isola mi dicono
che ce n'è solo una che parte il giorno dopo proprio per Aitutaki e
poi forse un'altra per Mangaia non si sa quando.. inoltre tutti dicono
che Aitutaki è veramente bellissima.. la laguna sembra essere tra le
più belle di tutto il Pacifico.. decido allora di andare.. all'ostello
mi convincono a prendere l'aereo visto che c'è una tariffa speciale
allo stesso prezzo della nave.. compro il biglietto ma poi mi rendo
conto che non sono soddisfatto.. volevo andare via mare.. allora vado
al porto e prenoto un posto sulla nave per il giorno dopo.. così
facendo perderei 100 dollari NZ, ma sono molto più contento.. il
giorno dopo (martedì 18) mi preparo a partire.. vado al porto e mi
confermano che si parte nel pomeriggio e mi dicono di tornare alle
14.. quando torno mi dicono che la nave non si ferma più ad Aitutaki
perchè troppo carica e va direttamente alle isole del nord (resterà 2
settimane in giro).. però ce né un'altra che andrà ad Aitutaki forse
venerdì.. decido allora di andare con l'aereo che avevo prenotato per
giovedì salvando così i 100 dollari NZ e di tornare sabato con la
nave.. il biglietto aereo di ritorno (per domenica) è a prezzo pieno
(250 dollari NZ) ed è completamente rimborsabile, così non perdo
nulla.. naturalmente aspetto a chiedere il rimborso..
parto quindi giovedì con l'aereo.. ad Aitutaki incontro nuovamente
Hester che era andata un giorno prima.. l'ostello è una vecchia casa
molto grande e piena di stanze.. molto semplice, ma con le zanzariere
sui letti.. anche questo ostello è mezzo deserto.. siamo solo in due..
è molto strano visto che gli altri posti sono tutti pieni..
con Hester andiamo ad una notte isolana.. cena con piatti locali e
danze tradizionali.. poi il giorno dopo andiamo a fare una crociera
nella laguna.. non mi piace molto andare a queste gite organizzate, ma
era l'unico modo per vedere la laguna e visto che dicono che è
veramente eccezionale non potevo non vederla.. e veramente lo è.. il
classico posto da sogno.. spiagge bianche ed acqua cristallina.. è
veramente un gioiello.. la crociera comprende snorkeling, visita a
diversi motu e banchi di sabbia e pranzo a One Foot Island..
sabato mattina mi preparo a ripartire.. alle 10:30 sono al porto a
vedere se la nave è arrivata, anche se non si dovrebbe partire prima
del pomeriggio, ma ancora non si vede e non c'è nessuno a cui chiedere
visto che l'ufficio è ancora chiuso.. vado allora a fare una
passeggiata al punto più alto dell'isola (ben 110m) da cui c'è
un'ottima vista sulla laguna e vedo che la nave è arrivata ed è
ormeggiata fuori la laguna (non può entrare a causa dei bassi fondali)
e torno al porto che sono le 11:30.. è già troppo tardi.. la nave è
ormeggiata fuori la laguna e la piccola barca che fa da spola per
scaricare il carico fa solo un viaggio ed è già partita.. non c'è più
modo di raggiungere la nave.. per fortuna avevo aspettato a cancellare
il biglietto aereo (avevo tempo fino a mezzogiorno!).. ne approfitto
quindi per godermi Aitutaki un altro giorno.. o meglio due visto che
ho l'aereo domenica sera.. mi affitto un motorino e me ne vado in giro
per tutta l'isola.. poi ad una spiaggia bellissima ed un giro in
kayak.. la spiaggia è di una tranquillità ed una pace incredibile
(oltre alla bellezza).. la cosa strana è che le poche persone che ci
sono, sono tutti italiani! l'isola ne è piena e non so proprio da dove
escono fuori visto che siamo dall'altra parte del mondo.. l'ultimo
giorno prima di partire me ne vado a camminare per almeno 3 ore a sud
dell'isola su una strada che costeggia il mare e la foresta.. anche
qui l'autostop funziona molto bene nonostante la quasi totale assenza
di macchine.. tutti si muovono in motorino, ma anche in motorino si
fermano a chiederti se vuoi un passaggio senza neanche alzare il
dito.. ed anche se è domenica e non c'è praticamente nessuno in giro
non ho alcuna difficoltà ad arrivare in aeroporto.. l'aereo per
tornare a Rarotonga è molto piccolo, 15 posti più i piloti.. proprio
quando iniziamo ad atterrare entriamo in un bel temporale che ricopre
Rarotonga ed il viaggio si fa un po movimentato.. una volta atterrato
devo naturalmente raggiungere l'ostello.. non è lontano, solo 15
minuti a piedi, ma piove e non accenna a smettere.. dopo aver
aspettato un po mi metto in marcia sotto la pioggia.. la strada è
completamente buia.. naturalmente quando passa la prima macchina prova
a fermarla.. è piena di bambini, ma è un fuoristrada e mi fanno salire
dietro.. tanto bagnato per bagnato almeno però arrivo prima.. solo a
Rarotonga!

Rarotonga

15-20/08/2009
Rarotonga, l'isola principale delle isole Cook, fa ancora parte della
Polinesia.. non è più francese ma inglese.. fa un po strano tornare in
un paese inglese dopo tutto questo tempo.. in realtà più che inglese
direi neozelandese.. le isole Cook sono un'ex colonia neozelandese e
si inizia a respirare l'aria della Nuova Zelanda (ci sono molti
neozelandesi in vacanza ed inizio a prendere informazioni).. ma le
persone sono sempre polinesiane con il loro fantastico stile di vita..
è un'isola a misura d'uomo.. molto tranquilla ma allo stesso tempo
vivace.. cammino e faccio autostop.. funziona benissimo, direi meglio
che in polinesia francese.. ogni tanto però bisogna aspettare a causa
dell'assenza di macchine.. è anche un ottimo modo per conoscere la
gente del posto.. un signore ha cambiato strada per portarmi a
destinazione ed un altro mi ha lasciato il suo numero nel caso avessi
bisogno di aiuto, una ragazza era veramente felicissima e molto
sorpresa di avere un italiano a bordo..
sono molto contento di essermi fermato qui e di visitare quest'altre
isole del Pacifico via terra.. mi sono ormai abituato a viaggiare da
solo ed anche se a volte non è facile, è una sensazione molto bella..
veramente libero ed indipendente..
il Tiare Village è molto carino e vicino al villaggio principale..
mezzo deserto.. la camera da 3 in cui sto è tutta per me.. c'è Hester,
una ragazza inglese che sta finendo il suo giro del mondo da
Backpacker (è stata in Australia e Nuova Zelanda e da qui volerà
direttamente a casa) per poi tornare a vivere in Nuova Zelanda a causa
di un Kiwi.. studia italiano e tedesco, ma finiamo per parlare quasi
tutto il tempo in inglese..
insieme ad Hester ho fatto il The Across the Island Track.. un cammino
di 4 ore che attraversa l'isola.. un bellissimo cammino nella
foresta.. e non dei più semplici.. la salita al Needle (400m) è molto
ripida e la discesa non è da meno.. bisogna aggrapparsi agli alberi
per non scivolare.. anche la seconda parte nella valle lungo il
ruscello è spettacolare..
da solo ho fatto altre passeggiate.. nella valle ed alla collina
dell'ospedale da cui si gode di un'ottima vista.. poi un'altra
passeggiata veramente divertente.. in un sentiero fatto per i quad
(che naturalmente incontro).. con ben 20 attraversamenti di ruscelli
ed un bel po di fango.. speravo che il sentiero portasse alla Takitumu
conservation area (riserva per uccelli) e poi di nuovo alla costa, ma
nonostante un signore lungo il sentiero mi ha detto che si arrivava
dall'altra parte, ad un certo punto il sentiero si blocca e nonostante
abbia provato a proseguire (guadando il 20° ruscello) sono dovuto
tornare indietro guadando nuovamente i 20 ruscelli..
ci sono delle bellissime spiagge di sabbia bianca.. la più bella è
Muri Beach.. di fronte alla spiaggia ci sono alcuni piccoli motu e la
laguna blu è limpida e poco profonda.. un giorno me ne sono andato in
giro in kayak alla scoperta dei motu.. spinto dalla corrente
favorevole mi sono anche incagliato ed ho dovuto proseguire a piedi..
pensate quanto è poco profonda l'acqua per incagliare un kayak! poi ho
scoperto che al Pacific Resort (uno dei maggiori resort di lusso
dell'isola e tra i più costosi) fanno lezioni di Windsurf ad un prezzo
bassissimo.. così il giorno dopo sono tornato ed ho fatto la mia
giornata di Windsurf per ben 30 dollari neozelandesi (circa 15
euro!).. 10 dollari per la lezione e 20 dollari per usare la tavola
quanto voglio.. non credo che si possa trovare di meglio.. c'è poco
vento ma mi diverto da matti.. era tanto che volevo provare ed
imparare questo sport.. spero di avere altre occasioni..

ultimo giorno a Tahiti

14/08/2009
dopo la partenza di Marie ho passato la mattinata dell'ultimo giorno a
Tahiti in ostello a scrivere e riordinare le idee.. poi finalmente
dopo pranzo mi sono fatto coraggio e sono andato dove avevamo evitato
di andare: la marina Taina dove sono tutte le barche.. forse
inconsciamente Marie ed io avevamo fatto in modo di non avere il tempo
di andarci, ma ora ho il tempo di andarci.. ha un valore simbolico non
indifferente.. il marina è immenso, mi ricorda i marina italiani,
tante barche sia ai pontili, sia all'ancora.. sono contento che ci
siamo fermati al centro di Papeete.. incontro subito Walter e Baloo di
Grendj.. speravo proprio di incontrarli e di poter fare due
chiacchiere con Walter.. poi vado al pontile dove sono ormeggiati i
dinghy e rimango un po a salutare le barche all'ancora.. sono molte,
Sputnik (il catamarano giallo) è proprio di fronte.. Viva Lass invece
non si vede, ma so che c'è.. poi quando proprio sto per andare via
vedo un dinghy che si avvicina, è Massimo che avevo conosciuto via
radio ed incontrato al volo a Fakarava.. facciamo due passi insieme..
è forse più lui ad aver voglia di chiacchierare dopo la traversata in
solitario dalle Taumotu, ma anche io sono contento di vedere una
faccia italiana.. finisce per invitarmi a bordo per la cena.. ecco il
modo migliore per finire quest'avventura in barca..

lunedì 17 agosto 2009

da solo

14/08/2009
eccomi in un ostello di fronte all'aeroporto internazionale di
Tahiti.. da solo.. stamattina presto Marie ha preso l'aereo,
destinazione Nuova Caledonia.. io ho l'aereo domani per Rarotonga..
dopo più di 6 mesi, il nostro viaggio insieme è finito.. ci siamo
conosciuti circa due anni fa alla "Roma per tutti" (aprile 2007)..
avevamo il turno insieme ed abbiamo avuto molto tempo per parlare.. è
stato lì che abbiamo deciso di fare questo viaggio insieme.. ci siamo
detti: "tra due anni partiamo".. e così è stato.. dopo quella volta ci
siamo rivisti non più di 4 volte.. quando siamo partiti si può dire
che ci conoscevamo appena.. ma sapevamo che ognuno era la persona
giusta con cui viaggiare.. in questi mesi abbiamo vissuto 24 ore su 24
insieme.. ci siamo conosciuti veramente.. abbiamo condiviso
quest'esperienza unica.. e con la stessa semplicità con cui abbiamo
iniziato, oggi ci siamo salutati.. era arrivata l'ora.. certo la
mancanza si sente, non avrò più una persona a fianco con cui
confidarmi.. ma fa parte del viaggio.. ora devo continuare da solo.. e
questo nuovo viaggio mi affascina molto..
la partenza di Marie si può dire che è la conclusione della
realizzazione di un sogno.. il viaggio in barca per il Pacifico..
anche questa è una sensazione strana.. da anni ci pensavo.. da quando
ho iniziato ad andare a vela ho capito che non sarei potuto rimanere
in Mediterraneo.. i racconti di altri navigatori mi hanno fatto
sognare e fatto capire che era fattibile.. ed ora l'ho fatto.. il
bello di tutto ciò è che se da una parte ho realizzato il sogno,
dall'altra il sogno del Pacifico resta.. tante volte con Marie abbiamo
parlato del giorno in cui torneremo qui con la propria barca.. è un
sogno ancora molto lontano, e così per ora deve essere, ma il Pacifico
sarà sempre un sogno.. le isole remote disperse in mezzo all'oceano..
le Marchesi e le Tuamotu così diverse tra loro ma entrambe così
coinvolgenti.. le persone con il loro stile di vita semplice e
genuino.. e poi tanti altri posti ancora da scoprire..
in realtà il mio Pacifico non è ancora finito perchè ho ancora due
settimane alle isole Cook prima di andare in Nuova Zelanda.. ma essere
in questo ostello di fronte ad un aeroporto internazionale con gente
che arriva e parte a tutte le ore per tutto il mondo, ognuno con il
proprio fuso orario, mi ha fatto sentire di nuovo appartenente a
questo mondo.. un bello choc, un po come è stato l'arrivo in una vera
città come Papeete..
con il mio diario sono rimasto molto indietro, da quando sono sbarcato
non ho avuto nessuna voglia di scrivere.. c'era un blocco.. forse per
il diverso ritmo di vita, o forse perchè era l'ultima settimana in
Polinesia francese con Marie.. ora ho scritto il racconto di tutti i
giorni fino allo sbarco da Viva Lass.. di seguito ci sono 3 post
sempre divisi in base ai posti visitati e quindi da leggere in ordine
inverso.. ma in realtà non so come continuerò da ora in poi.. è un
nuovo viaggio, una nuova avventura, ed anche il mio sito potrebbe
cambiare, dipende da come me la sentirò..

arrivo a Tahiti e sbarco da Viva Lass

31/08/2009
in base alle previsioni Terry aveva deciso di partire domani, ma già
oggi è arrivato un bel aliseo da SE e potrebbe diventare maramu (vento
molto forte da SE) nei prossimi giorni.. forse è meglio partire e
decidiamo di andare nel pomeriggio.. la mattina Marie ed io andiamo a
fare una passeggiata sul reef poi prima di partire andiamo a salutare
Valentine e Gastone.. usciti dalla passe ci mettiamo in rotta per
Tahiti e l'atollo di Toau ci sfila a fianco.. è una sensazione strana
lasciare gli atolli.. li ho raggiunti, ci sono stato e lì ho vissuti
appieno.. ed ora è arrivata l'ora di lasciarli.. a questo si mischia
il sentimento di libertà che Tahiti rappresenta.. procediamo bene,
anche se il mare è un po incrociato e le onde sono alte e fanno
sbattere le vele..
01/08/2009
la notte è trascorsa tranquilla con qualche groppo e momenti di poco
vento.. la mattina il vento torna regolare e viaggiamo spediti.. molto
tempo per leggere.. giusto poche ore prima del tramonto qualcosa
abbocca all'esca alla traina.. è un Mai Mai molto grosso.. ha
abboccato bene e non facciamo troppa difficoltà a portarlo sotto
bordo.. per issarlo a bordo dobbiamo usare l'arpione.. è enorme..
almeno 10kg.. una bella soddisfazione.. il pesce più grosso pescato
proprio all'ultima occasione.. viste le dimensioni ed il rollio della
barca la pulizia non è delle più facili ed il pozzetto diventa tutto
rosso.. per cena naturalmente pesce.. per aperitivo carpaccio.. poi
due belle fette a testa cotte in padella.. finiamo la cena che siamo
veramente pieni e ne abbiamo ancora per parecchi pasti..
02/08/2009
all'alba siamo in prossimità di Tahiti (nella notte avevamo
rallentato).. costeggiamo la costa fino a Papeete.. l'isola con le sue
montagne e costeggiata dal reef è magnifica ma è molto costruita..
entriamo nel porto di Papeete.. c'è il famoso molo.. quello dove
Moitessier ha terminato la sua Lunga Rotta.. ora però non ci si può
più ormeggiare ed hanno messo 3 pontili appositi.. ci sono pochissime
barche perchè è un po caro e poco più a nord c'è un altro marina dove
ci sono delle boe e ci si può ancorare.. noi però decidiamo di restare
qui almeno qualche giorno.. per quello che dobbiamo fare è molto
comodo essere al centro di Papeete.. una volta ormeggiati Marie ed io
andiamo a fare un giro per la città lasciando Terry a dormire visto
che non ha dormito per tutta la notte.. per fortuna è domenica e la
città è relativamente tranquilla, ma lo choc dopo mesi trascorsi in
mezzo al mare ed in isole remote si fa sentire.. andiamo al mercato..
un mercato vero.. con frutta verdura, pesce, carne, banchi dove
mangiare e souvenirs.. passeggiamo un po per il centro e cerchiamo
l'ostello.. Terry ci ha detto che possiamo restare a bordo quanto
vogliamo, volendo possiamo anche andare a Moorea con lui, ma noi
vogliamo scendere il prima possibile.. resteremo a bordo giusto i
giorni per sistemare la barca e per organizzarci.. Marie scopre che il
suo ragazzo arriverà in Nuova Caledonia il 14 agosto.. abbiamo quindi
poco meno di due settimane da trascorrere alle Isole della Società..
per cena andiamo alle roulotte.. l'unico posto dove si può mangiare
fuori a Papeete! su una grossa piazza sul mare ci sono diversi furgoni
che preparano da mangiare.. ci mangiamo un'ottima creppes..
03/08/2009
per prima cosa andiamo a fare dogana (anche se siamo in Polinesia
francese da due mesi, una volta arrivati a Tahiti bisogna di nuovo
fare dogana).. poi un giro per la città che oggi è viva ed è piena di
persone e macchine.. inizio ad informarmi per i biglietti aerei,
anch'io voglio lasciare le Isole della Società a metà agosto.. tutte
le isole (compresa la Nuova Zelanda e l'Australia) non ti fanno
arrivare via aereo senza un biglietto di ritorno o di prosecuzione del
viaggio.. è un po paradossale, ma è una sorta di reazione a catena ed
in pratica bisogna iniziare a comprare l'ultimo biglietto e poi pian
piano a ritroso.. ciò vuol dire che in pochi giorni mi devo
organizzare i prossimi 4 mesi di viaggio.. per fortuna, con un po di
ricerche su internet scopro che posso comprare dei biglietti con la
possibilità di cambiare le date senza spendere una follia (come
dicevano invece all'agenzia di viaggi).. vado anche alle poste a
ritirare il famoso pacco dall'Italia.. dopo essere rimasto a Martinica
diversi mesi ed essere tornato in Italia ecco che finalmente riesco a
riceverlo.. ora ho un paio di sandali nuovi e la guida della Nuova
Zelanda! nel pomeriggio ci vediamo con degli amici francesi.. anche
loro barcastoppisti.. lui è stato 8 mesi in Nuova Zelanda qualche anno
fa e mi da un po di consigli.. dopo la cena a base di Mai Mai
(l'ultimo rimasto) Marie va al cinema e Terry va a fare un giro a
terra.. io resto a bordo a fare le mie ricerche sui biglietti aerei..
quando Terry torna mi aggredisce verbalmente.. dice che non mi vuole
più a bordo e che domani mattina devo scendere.. noi avevamo deciso di
scendere giovedì e dedicare la giornata di domani a pulire Viva Lass
ed altre faccende per la barca.. quando Marie esce dal cinema andiamo
a fare due passi.. in realtà siamo ben felici di sbarcare due giorni
prima..
04/08/2008
appena alzati prepariamo i bagagli.. e senza dire una parola
sbarchiamo.. non è il modo migliore per sbarcare dopo tre mesi ben
trascorsi.. ma Terry ha voluto così.. credo che l'abbia fatto solo per
l'orgoglio di poter dire di essere stato lui a sbarcarci e non che ce
ne siamo andati noi.. quando lo rincontriamo per le vie di Papeete si
vede che lui è molto più sperduto di noi che invece siamo ben felici e
lanciati verso nuove avventure.. una volta sbarcati da Viva Lass ci
ritroviamo pieni di bagagli ma sappiamo già dove trovare l'ostello..
una volta sistemati andiamo in centro a comprare i biglietti aerei..
non vogliamo restare a Tahiti per molto tempo, troppa confusione, ed
abbiamo deciso di trascorrere un po di giorni nelle più tranquille
Huahine e Moorea.. nel pomeriggio torniamo in ostello e ci dedichiamo
ad un altro importante punto: preparare i pacchi da rispedire a casa..
cambiando modo di viaggio non possiamo portarci dietro tutto quello
che abbiamo e diventa fondamentale essere leggeri.. facciamo due
pacchi di 19 e 14Kg! soddisfatti del nostro lavoro e con un gran senso
di libertà ci andiamo a bere una birra alla spina..
05/08/2009
di prima mattina andiamo alle poste a spedire i pacchi.. tutto è ormai
pronto, domani andiamo a Huahine ed oggi non ci resta che rilassarci e
visitare Tahiti.. facciamo autostop ed andiamo lungo la costa verso
sud.. ci fermiamo a Punta Venus per il picnic.. il punto dove Cook
aveva effettuato le misurazioni per calcolare la distanza
Terra-Venere.. una bella spiaggia di sabbia nera ed una bella vista su
Papeete.. proseguiamo verso sud con una coppia di indiani in viaggio
di nozze.. lungo la strada vediamo molti surfisti intenti nel loro
sport.. ci fermiamo in un punto dove c'è un "soffione".. le onde che
si infrangono sugli scogli creano un fischio e dei grandi spruzzi.. da
lì inizia una strada secondaria che porta a delle cascate.. è
incredibile come lasciata la città e la strada principale l'atmosfera
si tranquillizza.. qui l'ambiente ricorda molto le Marchesi.. dopo
aver visto le tre cascate è ora di rientrare ed incontriamo di nuovo
la coppia di indiani che sono ben contenti di riportarci a Papeete..
la nuova vita a terra è iniziata per il meglio..

Toau

27/07/2009
partiamo per Toau.. circa 40 miglia.. per fortuna questa volta non ci
sono problemi per spedare l'ancora.. con noi partono anche Kestrel e
Sputnik (con un po di ritardo).. c'è una leggera brezza da est, ci
sono qualche miglia prima della passe ed allora decidiamo di issare il
cruising shut.. non c'è un onda e Viva Lass fila via che è un
piacere.. purtroppo dura poco perchè in prossimità della passe
dobbiamo ammainare.. nella passe c'è corrente uscente e le onde che si
creano sono belle alte.. ma la passe è molto larga e non c'è
pericolo.. l'ancoraggio di Toau è all'estremità nord, non è una passe,
ma un'ansa.. per raggiungerla possiamo passare sia ad ovest
dell'atollo, sopravvento e quindi riparati dall'onda lunga, sia ad
est, con più mare ma con circa 10 miglia in meno.. Terry era per
passare ad ovest, ma il vento è poco ed è meglio stringere un po di
più ed inoltre potrebbe mollare.. decidiamo per la via breve per est..
il vento naturalmente ci molla dopo un'oretta e siamo costretti a
procedere a motore.. il cielo si mantiene pulito per tutto il giorno,
ma giusto in prossimità dell'arrivo si copre tutto.. riusciamo a
prendere la boa d'ormeggio giusto all'inizio dell'acquazzone.. io però
finisco per fare un bagno fuori programma per recuperare il mezzo
marinaio..
28/07/2009
anche stamattina il cielo non ne vuole sapere di aprirsi e la pioggia
continua quasi tutta la mattinata.. scendiamo a terra a conoscere
Valentine e Gastone.. vivono su questo atollo semi deserto ed hanno un
ristorante.. o meglio organizzano cene per le barche che vengono.. su
questo motu vive tutta la famiglia di Valentine.. il padre e la
sorella, che ha una piccola pensione.. sono molto amichevoli.. hanno
fatto una cena ieri e per oggi non se ne parla.. forse domani o
dopodomani.. ci sono sempre i famosi ritmi polinesiani.. oggi comunque
devono andare all'atollo vicino per fare rifornimenti e siccome
volevamo organizzare un barbecue ci lasciano usare il loro.. Marie ed
io facciamo un giro per i motu.. i due cani di Valentine e Gastone ci
precedono.. quando siamo su un sentiero sentiamo le strilla di un
maiale.. presto vediamo che è attaccato dai cani.. non sappiamo se è
un maiale selvatico o meno e decidiamo di tornare da Valentine a
riferire.. una volta che Valentine ed il padre sono messi al corrente
corriamo a salvare il loro maiale lanciando sassi e sgridando i cani..
nel pomeriggio il tempo si è rimesso ed andiamo a fare snorkeling..
c'è un po di corallo e qualche pesce e murene, ma nulla in confronto a
Fakarava.. prima del tramonto torniamo a terra ed iniziamo a preparare
per il barbecue.. oltre a noi, Sputnik e Kestrel c'è anche Felix, una
coppia amica di Kestrel.. io decido che questa sera è arrivata l'ora
di catturare un granchio.. già durante la raccolta del legno avevo
provato a fare qualche appostamento senza successo.. ma dopo il
tramonto mi armo di torcia, bastone ed una cassetta.. scelgo la tana
giusta e mi metto a aspettare.. il granchio non tarda ad uscire e con
un po di battaglia riesco ad immobilizzarlo prima con il bastone poi
dentro la casetta.. lo cuociamo al barbecue insieme al pollo, ma
scopro che è semplicemente disgustoso.. purtroppo come sospettavo
questi granchi non sono quelli delle noci di cocco ma sono i "granchi
del fango"..
29/07/2009
giornata un po apatica.. Marie ed io andiamo a nuotare alla ricerca di
uno spot per fare snorkeling.. non lo troviamo e finiamo insieme ad
Ivette (Sputnik) ed Isolde (Kestrel) su una spiaggia di un motu sul
lato opposto della passe.. nel pomeriggio un altro giretto a terra..
assistiamo alla distribuzione del cibo agli animali.. cani, gatti, una
piccola tartaruga (in attesa che cresca per essere liberata) e perfino
un grosso uccello che è venuto apposta.. è lui il più rumoroso e si
lamenta molto per il ritardo.. serata tranquilla con un film..
30/07/2009
stasera c'è la cena da Valentine e Gastone.. Marie ed io andiamo a
terra ad aiutare.. con il padre di Valentine puliamo il giardino dalle
foglie secche.. Marie dovrebbe aiutare Valentine a cucinare, ma i
ritmi sono lentissimi e non iniziano prima di dopo pranzo.. hanno un
kayak e me lo prestano, vado a fare un bel giro.. circondato dal reef
mi addentro nella laguna.. finalmente un po di remata, era un po che
volevo farla.. nel pomeriggio i preparativi per la cena si fanno più
intensi.. pane al cocco e dolce fatto in casa.. ad aiutare c'è anche
una coppia di ragazzi francesi.. sono qui con la loro piccola barca
Assuntion di 31 piedi da circa una settimana.. sono arrivati in
Polinesia un anno fa e vogliono restarci un altro anno.. la loro
passione sono le immersioni.. ne fanno 1 o 2 al giorno.. ci fanno
vedere delle foto spettacolari.. poi arriva Gastone con il pesce.. ben
40 pesci pappagallo (più un paio di tonni pescati ieri).. la pulitura
del pesce procede ad un ritmo incredibile e nel giro di pochi minuti i
filetti sono pronti.. gli scarti finiscono in mare e diventano cibo,
prima per i piccoli pesci poi per gli squali e le razze.. in mare,
giusto ad un metro dalla riva, c'è un bel movimento.. la cena è
ottima.. pesce crudo, sia in latte di cocco che semplice, poi pesce
impanato e conchiglie al barbecue, tutto accompagnato con il pane al
cocco.. ed infine il dolce al cocco..

Fakarava sud

20/07/2009
andiamo a terra.. bellissimo.. dietro la spiaggia c'è un'altra piccola
laguna prima della barriera corallina.. non facciamo molto snorkeling
perchè non c'è molto corallo.. sabbia bianca ed acqua limpida di tutte
le sfumature di blu.. c'è una case, lavorano la copra ed i bambini
giocano in spiaggia.. tutti molto ospitali.. ci addentriamo
all'interno del motu.. palme ovunque.. noci di cocco a terra e giovani
cocchi germoglianti.. ci sono molti arbusti e presto ci chiudono la
strada.. torniamo in spiaggia e proseguiamo.. i colori del mare sono
incredibili.. alla fine della spiaggia dove iniziano le rocce
coralline.. c'è un'altra casa.. molto curata e ben tenuta.. vialetto
rosso, fiori e due sedie a sdraio.. decidiamo di fermarci a riposare
qui.. dovrebbe essere la casa della signora che lavorava alla prima
casa.. dopo il meritato riposo continuiamo sulla roccia.. troviamo una
noce di cocco fresca, di quelle da bere.. ormai conosciamo la tecnica
e possiamo dissetarci.. ma come ci fermiamo veniamo aggrediti dalle
zanzare tigri.. per liberarci dal fastidio e per rinfrescarci
decidiamo di farci il bagno.. anche tornando indietro non possiamo
resistere ad immergerci in quest'acqua cristallina.. veramente un
posto da sogno..
21/07/2009
ci spostiamo all'ancoraggio vicino la passe sud.. 6 miglia ad ovest..
restiamo tutto il tempo con una vedetta a prua per evitare le teste di
corallo affioranti, ma non ci sono problemi, sono visibilissime e non
ne incontriamo lungo il cammino.. qui ci sono anche altre barche..
qualcuna conosciuta.. ci sono gli amici finlandesi di Chaconne.. Marie
ed io andiamo a dare un'occhiata alla passe.. dovrebbe essere uno dei
posti migliori per fare snorkeling.. e lo è, l'acqua è limpidissima ed
è piena di coralli e pesci che si vedono anche solo passeggiando sul
pontile.. ci sono anche gli squali ed anch'essi si vedono nuotare
nell'acqua bassa.. c'è un piccolo albergo con qualche bungalow ed un
ristorante sul mare ed il diving center.. chiediamo per fare
immersioni e decidiamo di fare subito l'immersione nella passe visto
che non sappiamo quanto resteremo qui.. ed ecco l'immersione in
corrente che tanto aspettavamo.. la corrente non è fortissima, circa 3
nodi, ma è molto divertente lasciarsi trasportare.. coralli ovunque e
poi gli squali.. ce ne sono tantissimi.. un intero branco (se così si
può dire).. non troppo grossi, ma veramente tanti.. almeno 150.. per
fermarci ad ammirarli dobbiamo aggrapparci al corallo.. un'immersione
veramente fantastica..
22/07/2009
Marie ed io è da quando siamo arrivati alle Taumotu che parliamo se è
il caso di proseguire il viaggio con Terry e siamo arrivati alla
conclusione che è meglio scendere a Tahiti.. siamo stati bene a bordo
di Viva Lass per 3 mesi, ma ora i rapporti si stanno un po
deteriorando.. un imbarco così lungo non è mai facile.. avevamo deciso
di aspettare di arrivare a Tahiti per parlarne con Terry, ma lui è un
paio di giorni che è un po strano ed oggi tira fuori lui il discorso..
in modo abbastanza tranquillo decidiamo di dividerci a Tahiti.. visto
il posto dove siamo abbiamo deciso di restare ancora qualche giorno ed
andiamo tutti e 3 alla passe a fare snorkeling.. arriviamo giusto
quando la corrente è ancora debole e riusciamo a nuotare nella passe..
i colori sono fantastici.. la visibilità è perfetta.. qualche squalo e
tanti pesci.. quando arriva la corrente ci facciamo riportare al punto
di partenza.. per pranzo andiamo al ristorante dell'albergo.. pesce
crudo in latte di cocco, pesce fritto e riso.. anche questo è un posto
da sogno.. nel pomeriggio ci uniamo ad un barbecue in spiaggia
organizzato da altre barche e trascorriamo un piacevolissimo
pomeriggio in compagnia..
23/07/2009
Terry aveva pensato di partire stamattina, ma il tempo non ce lo
permette.. tanta pioggia ed il vento viene addirittura da nord.. non
ha senso andare a nord a motore.. restiamo rintanati sotto coperta..
ma appena smette di piovere Marie ed io andiamo ad esplorare qualche
Motu.. ci fermiamo prima in un Motu dove ci sono delle case.. dovrebbe
essere un albergo di un amico di Andrea.. il posto è molto bello, ma
surreale.. non c'è nessuno, ma ci sono tutti i segni del fatto che il
posto è abitato.. resti di colazione, asciugamani in giro ed altro..
come se fossero scappati tutti.. riprendiamo il dinghy ed andiamo al
Motu successivo.. un passeggiata su quest'isola deserta.. come sono
affascinati le isole degli atolli.. c'è bassa marea e ci fermiamo a
fare il picnic sul reef di fronte all'oceano.. torniamo in barca a
prendere Terry ed andiamo di nuovo a fare snorkeling alla Passe sud..
è un posto talmente bello che non ci si stanca mai.. è il compleanno
di Patrick e siamo invitati a bordo di Chaconne.. ci sono anche gli
equipaggi di Sputnik e di Kestrel.. Sputnik, il catamarano giallo di
Eric, franco tedesco, con a bordo l'amica francese Barbara (con cui ha
attraversato l'oceano) e la madre venuta a trovarlo.. a bordo di
Kestrel c'è una coppia di tedeschi emigrati in Canada.. tutti molto
simpatici.. Chaconne è solo un 31 piedi, ma ci entriamo tutti
benissimo e passiamo una bellissima serata.. una delle migliori..
24/07/2009
il tempo si è rimesso e partiamo presto per tornare all'ancoraggio
nord di Fakarava.. partono tutte le barche.. Chaconne destinazione
Tahiti, Sputnik e Kestrel come noi si fermeranno ancora qualche giorno
a Fakarava nord.. la navigazione nel canale non presenta problemi.. un
po di pioggia ed il vento che va e viene.. il ritorno ad un posto
"civilizzato" non è dei migliori ed arriva la brutta notizia..
25/07/2009
oggi è giornata di festa in paese.. passiamo tutta la giornata a terra
ad assistere a gare di piroga, di fabbricazione di cesti con foglie di
palma, di corsa con trasporto di frutta e di produzione di copra..
tutto ciò senza dimenticare il cibo locale.. pesce crudo in latte di
cocco e uto (strano cibo preparato cuocendo le noci di cocco
germogliate in forno a legna).. la sera andiamo a bordo di Sputnik per
un tè in compagnia.. scopriamo così questo catamarano.. molto
sportivo, senza cabine ne bagno.. solo un grande ambiente comune dove
non si può stare in piedi.. ricorda un superattico..
26/07/2009
decidiamo di restare un altro giorno qui e di partire domani insieme a
Sputnik e Kestrel per Toau.. è un'altra giornata di festa, ma non c'è
molto.. scendiamo a terra per un rapida visita.. decidiamo di spostare
la barca per essere più vicini agli amici.. Andrea e Chicca sono
ancora qui ed oggi è arrivato anche Massimo.. anche lui l'avevo
conosciuto via radio durante la traversata e mi fa molto piacere
incontrarlo.. gli italiani, Sputnik e Kestrel (entrambi invitati a
bordo per una pasta stasera) sono tutti nella stessa zona, mentre noi
siamo in un'altra, ha quindi senso spostarsi.. iniziamo a spedare
l'ancora, ma la catena si blocca presto.. proviamo in tutti i modi ma
non c'è verso di farla venire su.. il vento è girato da quando siamo
arrivati e la catena deve essersi incattivita su una testa di
corallo.. siamo su più di 10 metri ed il fondale non si vede.. l'unica
è scendere con le bombole, ma al centro diving non c'è nessuno prima
delle 17.. proviamo a chiedere l'attrezzatura alle barche vicine.. ce
la presta lo skipper di un catamarano charter.. una piccola bombola
tenuta proprio per queste occasioni.. tocca a me andare sott'acqua in
quanto più esperto in immersioni.. scendo lungo la catena.. è la prima
volta che mi ritrovo da solo sott'acqua.. la profondità non è molta,
quindi non c'è alcun rischio, ma la sensazione è strana.. trovo la
catena ben incastrata su una testa di corallo immensa.. provo a
muovere la catena, ma non c'è verso perchè c'è troppa tensione.. torno
su e mi accorgo che ho già consumato quasi mezza bombola (è molto
piccola).. proviamo di nuovo a recuperare la catena con il verricello,
muovendo Viva Lass nella direzione che mi sembra giusta per
disincastrare la catena.. ma non c'è verso.. l'unica è andare sotto di
nuovo mentre Terry allenta la tensione sulla catena portando avanti
Viva Lass.. appena raggiungo il fondo la catena non è più in tensione
e mi metto subito al lavoro.. devo far scavalcare la catena da una
roccia più alta di me.. pian piano ci riesco, ma non basta.. la catena
è ancora sulla testa di corallo e si è incastrata in una piccola
fessura.. cerco di liberarla tirando, ma nel frattempo la sabbia si è
alzata ed è in sospensione e non si vede più nulla.. tango d'occhio
l'aria rimanente che diminuisce rapidamente.. pian piano alla cieca,
usando solo le mani, riesco a liberare la catena dalla fessura ed a
disporla tutta sulla sabbia.. nel frattempo il manometro segna una
pressione ben sotto i 50 bar.. ho finito giusto in tempo.. cerco di
salire lentamente, ma sento che l'aria sta veramente per finire.. ed
ad un metro dalla superficie rimango senza aria.. giusto in tempo..
quando finalmente ci ormeggiamo nel nuovo posto è pomeriggio inoltrato
ed abbiamo giusto il tempo per farci ricaricare la bombola dal diving,
riconsegnarla al catamarano, fare una salto al volo da Andrea (che nel
frattempo si è preso la dengue) dove c'è anche Massimo a salutare e
tornare a bordo per cucinare giusto in tempo per essere pronti
all'arrivo dei nostri ospiti..

martedì 4 agosto 2009

sperduto dall'altra parte del mondo.. o forse no..

02/08/2009
stamattina sono arrivato a Tahiti.. un senso di smarrimento totale..
un ritorno alla "civiltà".. non è facile tornare in una vera città
dopo le Marchesi e le Taumotu.. ho realizzato il mio sogno.. sono
arrivato in barca dove volevo arrivare ed ora è arrivata l'ora di
cambiare.. inoltre tante cose sono successe nell'ultimo periodo.. già
da un po non ero molto soddisfatto di quello che scrivevo nel mio
diario.. sentivo che non riuscivo a trasmettere tutto.. le sensazioni
erano troppo forti.. poi da quando ho saputo della morte della mia
cara nonna Pina non ho più scritto.. cercherò di recuperare presto
facendo un resoconto di quello che ho fatto in questi giorni.. ma sarà
un resoconto scialbo e quindi prima devo scrivere e rendervi partecipi
di quello che ho provato e che sto provando tuttora.. il mio viaggio è
arrivato ad una svolta.. sapevo che il Pacifico sarebbe stato
rivelatore.. in traversata ho avuto tanto tempo per pensare e maturare
quello che già avevo iniziato a sentire durante i mesi di viaggio
precedenti.. poi ci sono state le Marchesi e le Taumotu.. ho avuto la
fortuna di viverle a pieno.. posti incredibili.. fuori dal mondo..
posti che veramente ti cambiano la vita.. sono riuscito a viverli a
pieno nonostante la vita a bordo di Viva Lass è iniziata a
deteriorarsi.. il fatto di viaggiare con Marie è stato fondamentale..
pian piano abbiamo maturato l'idea di sbarcare a Tahiti e non
proseguire il viaggio in barca.. a Fakarava è stato Terry a tirar
fuori l'argomento dopo un paio di giorni po pesanti.. anche lui voleva
che ci dividevamo e da lì abbiamo ritrovato un'ottima serenità.. poi
dopo un paio di giorni è arrivata la brutta notizia.. era una cosa che
sapevo sarebbe successa.. la mia paura era che potesse succedere
quando mi trovavo in mezzo ad un oceano, invece è successa quando ero
in uno dei posti più belli.. un atollo sperduto dove non avevo nessuna
possibilità di comunicazione.. il prezzo da pagare quando si è
dall'altra parte del mondo è alto.. comunque non è stato questo evento
a farmi cambiare idea e prendere decisioni diverse da quelle che stavo
maturando.. la prima decisione che ho preso è stata quella di tornare
in Italia prima di Natale.. la mia vita è da quella parte del mondo e
ne sento la mancanza.. due cose mi hanno spinto a partire più di 8
mesi fa.. la voglia di viaggiare l'ho soddisfatta e la sto
soddisfacendo in pieno.. sto vedendo e vivendo posti unici.. la voglia
di fuggire invece si è trasformata in voglia di tornare.. ho avuto
modo di apprezzare la mia "vita precedente" e di capire che quella è
la mia vita.. non ha senso andare a vivere dall'altra parte del
mondo.. sarei un uomo infelice.. ci sono dei rapporti e degli affetti
che non si possono tenere lontani.. non ho ancora pensato a cosa farò
dopo il mio ritorno.. ed ora è troppo presto per pensarci.. ci sarà
tempo e modo..
come dicevo sono molto soddisfatto del mio viaggio.. ma sto iniziando
ad accusare un po la stanchezza di viaggiare sulle barche degli
altri.. sono arrivato fino a Tahiti partendo da Roma.. ho percorso
quasi 12 mila miglia.. ho vissuto come volevo.. ho conosciuto tanta
gente e navigato su barche diverse.. ho raggiunto i posti che volevo..
posso dire di aver realizzato il mio sogno.. ma ora è arrivato il
momento di cambiare.. potrei cercare un'altra barca.. da qui non
dovrebbe essere difficile (volendo ne ho già una dalla Tonga alla
Nuova Zelanda a novembre).. ma non è quello che voglio.. voglio essere
libero.. voglio provare a vivere le isole del Pacifico senza una barca
e poi voglio andare in Nuova Zelanda.. era qui che volevo arrivare e
nonostante la mia decisione di tornare non ci voglio rinunciare..
rinunciando alla barca avrò tutto il tempo che voglio.. vedrò come me
la sentirò..
ho condiviso questa parte del viaggio con Marie.. è stata una grande
fortuna viaggiare con un'amica come lei.. ci siamo trovati molto bene
insieme.. ci siamo sopportati e supportati a vicenda.. abbiamo vissuto
a stretto contatto ed abbiamo condiviso questa fantastica esperienza..
ma anche con lei è arrivato il momento di separarci..
tutto questo è stato maturato con il tempo.. per prima cosa ho avuto
un gran senso di smarrimento.. poi con l'avvicinarsi a Tahiti ho
provato una grande libertà.. ed infine stamattina il senso di
smarrimento si è fatto molto più forte amplificato anche dallo choc
del ritorno in città.. ma poi nel corso della giornata, con l'inizio
della pianificazione di questa nuova parte del viaggio, tutto si è
attenuato.. e la voglia di iniziare questa nuova avventura ha preso il
sopravvento.. ecco il programma che pian piano sta prendendo forma:
nei prossimi giorni sbarcheremo da Viva Lass.. con Marie andremo un po
in giro per le Isole della Società fino a metà agosto quando ci
divideremo.. lei andrà in Nuova Caledonia dove la raggiungerà il suo
ragazzo e poi probabilmente Vietnam o forse Nuova Zelanda prima di
tornare in Francia.. io andrò alle Isole Cook.. dove penso di restare
circa due settimane per poi volare in Nuova Zelanda i primi di
settembre.. poi Australia ed infine completamento del giro del mondo
dopo circa un anno dalla mia partenza.. ho qualche idea, ma è ancora
tutto da organizzare.. una nuova avventura ha inizio..