lunedì 17 agosto 2009

Fakarava sud

20/07/2009
andiamo a terra.. bellissimo.. dietro la spiaggia c'è un'altra piccola
laguna prima della barriera corallina.. non facciamo molto snorkeling
perchè non c'è molto corallo.. sabbia bianca ed acqua limpida di tutte
le sfumature di blu.. c'è una case, lavorano la copra ed i bambini
giocano in spiaggia.. tutti molto ospitali.. ci addentriamo
all'interno del motu.. palme ovunque.. noci di cocco a terra e giovani
cocchi germoglianti.. ci sono molti arbusti e presto ci chiudono la
strada.. torniamo in spiaggia e proseguiamo.. i colori del mare sono
incredibili.. alla fine della spiaggia dove iniziano le rocce
coralline.. c'è un'altra casa.. molto curata e ben tenuta.. vialetto
rosso, fiori e due sedie a sdraio.. decidiamo di fermarci a riposare
qui.. dovrebbe essere la casa della signora che lavorava alla prima
casa.. dopo il meritato riposo continuiamo sulla roccia.. troviamo una
noce di cocco fresca, di quelle da bere.. ormai conosciamo la tecnica
e possiamo dissetarci.. ma come ci fermiamo veniamo aggrediti dalle
zanzare tigri.. per liberarci dal fastidio e per rinfrescarci
decidiamo di farci il bagno.. anche tornando indietro non possiamo
resistere ad immergerci in quest'acqua cristallina.. veramente un
posto da sogno..
21/07/2009
ci spostiamo all'ancoraggio vicino la passe sud.. 6 miglia ad ovest..
restiamo tutto il tempo con una vedetta a prua per evitare le teste di
corallo affioranti, ma non ci sono problemi, sono visibilissime e non
ne incontriamo lungo il cammino.. qui ci sono anche altre barche..
qualcuna conosciuta.. ci sono gli amici finlandesi di Chaconne.. Marie
ed io andiamo a dare un'occhiata alla passe.. dovrebbe essere uno dei
posti migliori per fare snorkeling.. e lo è, l'acqua è limpidissima ed
è piena di coralli e pesci che si vedono anche solo passeggiando sul
pontile.. ci sono anche gli squali ed anch'essi si vedono nuotare
nell'acqua bassa.. c'è un piccolo albergo con qualche bungalow ed un
ristorante sul mare ed il diving center.. chiediamo per fare
immersioni e decidiamo di fare subito l'immersione nella passe visto
che non sappiamo quanto resteremo qui.. ed ecco l'immersione in
corrente che tanto aspettavamo.. la corrente non è fortissima, circa 3
nodi, ma è molto divertente lasciarsi trasportare.. coralli ovunque e
poi gli squali.. ce ne sono tantissimi.. un intero branco (se così si
può dire).. non troppo grossi, ma veramente tanti.. almeno 150.. per
fermarci ad ammirarli dobbiamo aggrapparci al corallo.. un'immersione
veramente fantastica..
22/07/2009
Marie ed io è da quando siamo arrivati alle Taumotu che parliamo se è
il caso di proseguire il viaggio con Terry e siamo arrivati alla
conclusione che è meglio scendere a Tahiti.. siamo stati bene a bordo
di Viva Lass per 3 mesi, ma ora i rapporti si stanno un po
deteriorando.. un imbarco così lungo non è mai facile.. avevamo deciso
di aspettare di arrivare a Tahiti per parlarne con Terry, ma lui è un
paio di giorni che è un po strano ed oggi tira fuori lui il discorso..
in modo abbastanza tranquillo decidiamo di dividerci a Tahiti.. visto
il posto dove siamo abbiamo deciso di restare ancora qualche giorno ed
andiamo tutti e 3 alla passe a fare snorkeling.. arriviamo giusto
quando la corrente è ancora debole e riusciamo a nuotare nella passe..
i colori sono fantastici.. la visibilità è perfetta.. qualche squalo e
tanti pesci.. quando arriva la corrente ci facciamo riportare al punto
di partenza.. per pranzo andiamo al ristorante dell'albergo.. pesce
crudo in latte di cocco, pesce fritto e riso.. anche questo è un posto
da sogno.. nel pomeriggio ci uniamo ad un barbecue in spiaggia
organizzato da altre barche e trascorriamo un piacevolissimo
pomeriggio in compagnia..
23/07/2009
Terry aveva pensato di partire stamattina, ma il tempo non ce lo
permette.. tanta pioggia ed il vento viene addirittura da nord.. non
ha senso andare a nord a motore.. restiamo rintanati sotto coperta..
ma appena smette di piovere Marie ed io andiamo ad esplorare qualche
Motu.. ci fermiamo prima in un Motu dove ci sono delle case.. dovrebbe
essere un albergo di un amico di Andrea.. il posto è molto bello, ma
surreale.. non c'è nessuno, ma ci sono tutti i segni del fatto che il
posto è abitato.. resti di colazione, asciugamani in giro ed altro..
come se fossero scappati tutti.. riprendiamo il dinghy ed andiamo al
Motu successivo.. un passeggiata su quest'isola deserta.. come sono
affascinati le isole degli atolli.. c'è bassa marea e ci fermiamo a
fare il picnic sul reef di fronte all'oceano.. torniamo in barca a
prendere Terry ed andiamo di nuovo a fare snorkeling alla Passe sud..
è un posto talmente bello che non ci si stanca mai.. è il compleanno
di Patrick e siamo invitati a bordo di Chaconne.. ci sono anche gli
equipaggi di Sputnik e di Kestrel.. Sputnik, il catamarano giallo di
Eric, franco tedesco, con a bordo l'amica francese Barbara (con cui ha
attraversato l'oceano) e la madre venuta a trovarlo.. a bordo di
Kestrel c'è una coppia di tedeschi emigrati in Canada.. tutti molto
simpatici.. Chaconne è solo un 31 piedi, ma ci entriamo tutti
benissimo e passiamo una bellissima serata.. una delle migliori..
24/07/2009
il tempo si è rimesso e partiamo presto per tornare all'ancoraggio
nord di Fakarava.. partono tutte le barche.. Chaconne destinazione
Tahiti, Sputnik e Kestrel come noi si fermeranno ancora qualche giorno
a Fakarava nord.. la navigazione nel canale non presenta problemi.. un
po di pioggia ed il vento che va e viene.. il ritorno ad un posto
"civilizzato" non è dei migliori ed arriva la brutta notizia..
25/07/2009
oggi è giornata di festa in paese.. passiamo tutta la giornata a terra
ad assistere a gare di piroga, di fabbricazione di cesti con foglie di
palma, di corsa con trasporto di frutta e di produzione di copra..
tutto ciò senza dimenticare il cibo locale.. pesce crudo in latte di
cocco e uto (strano cibo preparato cuocendo le noci di cocco
germogliate in forno a legna).. la sera andiamo a bordo di Sputnik per
un tè in compagnia.. scopriamo così questo catamarano.. molto
sportivo, senza cabine ne bagno.. solo un grande ambiente comune dove
non si può stare in piedi.. ricorda un superattico..
26/07/2009
decidiamo di restare un altro giorno qui e di partire domani insieme a
Sputnik e Kestrel per Toau.. è un'altra giornata di festa, ma non c'è
molto.. scendiamo a terra per un rapida visita.. decidiamo di spostare
la barca per essere più vicini agli amici.. Andrea e Chicca sono
ancora qui ed oggi è arrivato anche Massimo.. anche lui l'avevo
conosciuto via radio durante la traversata e mi fa molto piacere
incontrarlo.. gli italiani, Sputnik e Kestrel (entrambi invitati a
bordo per una pasta stasera) sono tutti nella stessa zona, mentre noi
siamo in un'altra, ha quindi senso spostarsi.. iniziamo a spedare
l'ancora, ma la catena si blocca presto.. proviamo in tutti i modi ma
non c'è verso di farla venire su.. il vento è girato da quando siamo
arrivati e la catena deve essersi incattivita su una testa di
corallo.. siamo su più di 10 metri ed il fondale non si vede.. l'unica
è scendere con le bombole, ma al centro diving non c'è nessuno prima
delle 17.. proviamo a chiedere l'attrezzatura alle barche vicine.. ce
la presta lo skipper di un catamarano charter.. una piccola bombola
tenuta proprio per queste occasioni.. tocca a me andare sott'acqua in
quanto più esperto in immersioni.. scendo lungo la catena.. è la prima
volta che mi ritrovo da solo sott'acqua.. la profondità non è molta,
quindi non c'è alcun rischio, ma la sensazione è strana.. trovo la
catena ben incastrata su una testa di corallo immensa.. provo a
muovere la catena, ma non c'è verso perchè c'è troppa tensione.. torno
su e mi accorgo che ho già consumato quasi mezza bombola (è molto
piccola).. proviamo di nuovo a recuperare la catena con il verricello,
muovendo Viva Lass nella direzione che mi sembra giusta per
disincastrare la catena.. ma non c'è verso.. l'unica è andare sotto di
nuovo mentre Terry allenta la tensione sulla catena portando avanti
Viva Lass.. appena raggiungo il fondo la catena non è più in tensione
e mi metto subito al lavoro.. devo far scavalcare la catena da una
roccia più alta di me.. pian piano ci riesco, ma non basta.. la catena
è ancora sulla testa di corallo e si è incastrata in una piccola
fessura.. cerco di liberarla tirando, ma nel frattempo la sabbia si è
alzata ed è in sospensione e non si vede più nulla.. tango d'occhio
l'aria rimanente che diminuisce rapidamente.. pian piano alla cieca,
usando solo le mani, riesco a liberare la catena dalla fessura ed a
disporla tutta sulla sabbia.. nel frattempo il manometro segna una
pressione ben sotto i 50 bar.. ho finito giusto in tempo.. cerco di
salire lentamente, ma sento che l'aria sta veramente per finire.. ed
ad un metro dalla superficie rimango senza aria.. giusto in tempo..
quando finalmente ci ormeggiamo nel nuovo posto è pomeriggio inoltrato
ed abbiamo giusto il tempo per farci ricaricare la bombola dal diving,
riconsegnarla al catamarano, fare una salto al volo da Andrea (che nel
frattempo si è preso la dengue) dove c'è anche Massimo a salutare e
tornare a bordo per cucinare giusto in tempo per essere pronti
all'arrivo dei nostri ospiti..

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